Quando e perchè preferire un trattamento ayurvedico o di medicina naturale e quando preferire un trattamento chimico allopatico

RIASSUNTO E PAROLE CHIAVE:

Di fronte a un paziente un medico deve occuparsi sia delle sue eventuali patologie e dei sintomi, sia del mantenimento della sua fisiologia individuale perché ove c’è fisiologia efficace più difficilmente  attecchisce la  patologia.

In caso di malattie invalidanti o pericolose, l’attenzione del medico sarà ,come è ovvio,maggiormente attratta dalla terapia “anti-malattia”, che spesso viene fatta con sostanze chimiche allopatiche ( allo = anti ).

In caso di disfunzioni che, benché spesso fastidiose e ripetitive, non siano da considerare un aggressione pericolosa per il paziente,la terapia dovrebbe invece,secondo me, essere condotta con l’utilizzo di sostanze naturali e suggerendo una corretta routine igienico sanitaria che sia “armonica a esigenze naturali”, nello scopo di sostenere la fisiologia che è appunto qualcosa di naturale. La fisiologia naturale infatti può esprimersi adeguatamente ,e con poco sforzo, solo quando l’organismo “viva” entro certi limiti che sono individuati sia dal buon senso sia anche dalla biochimica .Questo concetto, per quanto banale, è spesso dimenticato nella pratica clinica…vedi ,per esempio,dosaggi del grado di acidità ( PH dei tessuti) e dell’equilibrio di ossido-riduzione(grado di stress ossidativo) entro i quali limiti ,ogni reazione corporea deve venire a trovarsi per essere compatibile a spese energetiche contenute e quindi alla salute e alla vita.Quindi, una volta ripristinati tali equilibri biochimici ,in caso di disturbi funzionali,la fisiologia dell’organismo provvederà naturalmente ad eliminare i sintomi e a indurre un effetto preventivo che il metodo allopatico ,che aggredisce solo la malattia senza sostenere la fisiologia,  troppo spesso non raggiunge.

TRATTAZIONE:

Considerazioni semplici e pratiche a proposito della UTILITA’ DELLA PRESCRIZIONE di rimedi Ayurvedici e della “routine” Ayurvedica, nella quotidiana clinica ambulatoriale medica.

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INTRODUZIONE:

Premesso che per portare a termine un atto medico, le metodologie  di terapia possono essere di vario tipo, questo articolo si propone di fornire informazioni semplici a proposito di ciò che è un atto medico in medicina allopatica o “medicina degli opposti” e di ciò che è un atto medico in medicina naturale o naturopatia (la medicina Ayurvedica è la più antica nelle medicine naturali).

E’ ovvio che ogni atto medico, sia che si tratti di allopatia sia che si tratti di medicina naturale, tenti di porre correttivi che volgano il più possibile a trattare la CAUSA DI MALATTIA. Non sempre questo risulta possibile, e, spesso le strategie terapeutiche possono o devono essere di vario tipo pur nell’intenzione di essere fra loro sinergiche.

La medicina definita allopatica, cioè la medicina dei contrari, nella pratica medica quotidiana, utilizza rimedi che hanno un effetto contrario alla malattia che si vuole trattare. I rimedi allopatici, spesso (non sempre) sono farmaci chimici, che, come tali, possono portare ad effetti collaterali, e che, conseguentemente, sarà compito del medico, cercare di contenere alla dose minima-efficace rispetto al paziente.

Va ricordato che non è sempre detto che la “medicina cosiddetta o conosciuta come medicina ufficiale” debba per forza utilizzare farmaci chimici, per fare terapia.

Ad esempio, per tutto ciò che concerne l’igiene personale e sociale si utilizzano tutta una serie di indicazioni nelle quali non si parla di farmaci, ma di routine e abitudini di vita… allo stesso modo in dietologia, si parlerà di routine alimentare… in fisiatria e in posturologia di esercizi fisici di correzione osteomuscolare e\o neuromotoria… in psicologia di recupero di una dimensione esistenziale di maggior livello di coscienza…

La medicina naturale utilizza farmaci, ovviamente “naturali” che possono essere di varia, diversa natura, che qui elenco brevemente:

–      Farmaci omeopatici o “farmaci simili alla malattia” (“omeo-”) che necessitano di una trattazione a parte e che qui non considereremo.

–      Farmaci erboristici o comunque naturali nel senso che sono tratti da lavorazioni di prodotti naturali ( piante e minerali).Molti di questi farmaci sono registrati al Ministero della Sanità come “complementi alimentari”.

–      Farmaci allopatici naturali, nel senso che sono rimedi ad efficacia contraria alla malattia (“allo-”), ma ottenuti non dalla chimica ma da lavorazioni di prodotti naturali.

La medicina Ayurvedica è una medicina naturale millenaria che ha in sé tutte le modalità di approccio di terapia sopra elencate, sia allopatiche sia omeopatiche, sia erboristiche,sia di igiene personale. Per questo è assolutamente ARTIFICIALE LA CONTRAPPOSIZIONE FRA MEDICINA AYURVEDICA E MEDICINA ALLOPATICA “MODERNA”. Semmai, va detto che alcuni aspetti concettuali della medicina Ayurvedica sono maggiormente sottolineati\considerati  rispetto ad altre scuole di medicina e viceversa.

Per esempio tutti i concetti relativi ai consigli di igiene personale atti a recuperare un buon equilibrio in sé stessi e con l’ambiente, chiamati “routine Ayurvedica” sono in questa medicina molto più enfatizzati che in medicina “ufficiale\ moderna” che, per convenzione, noi chiameremo medicina allopatica, con relativa imprecisione.

Il contenuto di queste poche righe potrà sembrare a tratti banale per alcuni, ma, nella misura in cui è anche spesso dimenticato o addirittura sconosciuto o male riferito agli utenti, vale la pena di essere sottolineato.

Concludo l’introduzione dicendo che per motivi essenzialmente pratici, i CRITERI CHE INDIVIDUANO LA SCELTA  di utilizzare la medicina allopatica chimica o la medicina naturale POSSONO ESSERE SOSTANZIALMENTE I SEGUENTI:

– ogni volta che fossimo di fronte a una malattia preoccupante per la sua gravità o pericolosità è conveniente usare la MEDICINA ALLOPATICA che è adatta a BLOCCARE LA MALATTIA cercando di nuocere meno possibile alla fisiologia o funzionamento dell’organismo,seguendo le “linee guida”.

– ogni volta che, a giudizio del medico, la malattia fosse non necessariamente preoccupante in termini di pericolosità, e nella misura in cui la medicina naturale prende in cura la fisiologia del soggetto e non solo la malattia della persona, quindi  in un indispensabile ASPETTO SIA CURATIVO CHE PREVENTIVO, allora sarà da scegliere la MEDICINA NATURALE o in prima istanza o in associazione alla terapia allopatica.

Va ricordato che l’efficacia di queste medicine naturali Ayurvediche, modernamente, risulta essere confermata anche sotto il profilo scientifico, quando registrate presso il ministero della sanità in qualità di integratori alimentari. L’utilizzo di questi integratori può dare vantaggi che, nei diversi casi che si presentano negli ambulatori medici, possono risultare utili o necessari per una pratica medica moderna e di buon senso, a sostegno della fisiologia appunto.

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ALCUNE INFORMAZIONI A PROPOSITO DI AYURVEDA RISPETTO LE PROBLEMATICHE ATTUALI IN TERAPIA MEDICA

Uno dei problemi che quotidianamente si presenta negli ambulatori medici è il livello di intossicazione della fisiologia dei pazienti.Questa intossicazione può essere studiata con gli “esami ambulatoriali di routine”solo quando raggiunge un certo livello che manifesti alterazioni che,di volta in volta possono riguardare vari organi,tessuti ed apparati….fegato,reni,sangue,pancreas…e per questo successivamente viene trattata nei modi conosciuti.

Esistono però stati che possiamo definire tossici o “pretossici” che sono comunque responsabili di sintomatologia funzionale o responsabili di scarsa risposta ai trattamenti che così tendono ad essere ripetuti come :

-cattiva digestione-assimilazione e\o intolleranza alimentare scarsamente rilevata dai pazienti fino a franche allergie

-astenia,insonnia,sintomi e disturbi “neurovegetativi”

-contratture muscolari,dolore osteomuscolare,crampi,ipotonia muscolare

-…altro…

Per valutare quest’ultimo livello di intossicazione possono essere utili benchè non sempre esaustivi per un inquadramento eziologico univoco del problema,test che raramente entrano nella pratica clinica come ,fra i tanti,i più indicativi sono il dosaggio dello stress ossidativo e del PH (vedi anche altro articolo in questo sito e in molti altri).

Questa intossicazione, è spesso cronica e spesso non riconosciuta dal paziente, e va considerata  concausa o causa di malattia. Questo accumulo di tossine “biochimiche” oltre a indurre il paziente a recarsi dal medico in ragione della sintomatologia, può rendere difficoltosa la terapia chimica prescritta per complicazioni insorgenti nella tolleranza dei farmaci (ad esempio in ragione di intolleranze o allergie ai farmaci chimici che sono sempre più frequenti).

Quando si parla di queste intossicazioni ci si riferisce principalmente alle intossicazioni da radicali liberi o sostanze ossidanti introdotte dall’esterno o prodotte dal paziente in corso di “stress”. In una trattazione successiva avrò cura di spiegare con maggiori dettagli la natura del rapporto fra intossicazione da radicali liberi e stress.

A questo proposito è da sottolineare e considerare la possibilità di riequilibrare la fisiologia e di ridurre l’iperproduzione di radicali liberi ossidanti (quindi di ridurre l’intossicazione che porta a effetti collaterali appunto) con la prescrizione di rimedi Ayurvedici o naturali che abbiano valenza antiossidante,e con la prescrizione di una corretta routine quotidiana, intesa come routine alimentare e come stile di vita. In altre parole, in certi casi, è proprio una terapia disintossicante “con rimedi naturali”, a rendere possibile la continuazione di una terapia chimica ritenuta indispensabile, appunto minimizzandone gli effetti collaterali che sono dovuti anche a “sostanze indigerite o tossine”.

Questa possibilità,secondo me, se acquisita come pratica ambulatoriale, consentirebbe di venire a capo di un numero consistente di problemi di salute conseguenti sia a “disturbi funzionali”, sia ad effetti collaterali di eventuali farmaci chimici che a volte siamo costretti a prescrivere per curare (non potendo guarire) certe malattie croniche.

Come suddetto sono frequenti le situazioni, nella pratica clinica quotidiana, di “stress ossidativo da radicali liberi”, e,rispetto a ciò, mi sembra utile o necessario mettere in relazione questo problema ossidativo con ciò che si intende per “invecchiamento precoce”  e,contemporaneamente,con le valutazioni a proposito di sintomi o patologie,rispetto i concetti di rendimento-risposta della fisiologia e della conseguente qualità della vita (si rimanda a successivo articolo per specificazioni a proposito).

In termini pratici benchè forse troppo esemplificati, a proposito di “qualità della vita”, di cura della persona e della sua fisiologia sono da considerare ad esempio :

– rendimento e sensazione di fatica

– efficacia di risposta immunitaria

– equilibrio della risposta infiammatoria che condiziona il livello di dolore percepito

– qualità del sonno e squilibrio neurovegetativo

– livello di nevrosi più o meno percepito

 

La medicina Ayurvedica è in grado di dare una risposta a molti di questi problemi che fanno parte della quotidianità, e che se non risolti in modo naturale possono complicare la vita del paziente,diventando nel tempo quadri clinici conclamati,secondo la mia personale esperienza.

Conseguentemente è utile riprendere un concetto sopra accennato. C’è da fare una importante distinzione concettuale fra ciò che va inteso come CURA DELLA MALATTIA da ciò che va inteso come CURA DELLA PERSONA E DELLA SUA FISIOLOGIA che sono due metodologie diverse, entrambe necessarie.

La cura della malattia va fatta con rimedi “anti-malattia”, tanto più incisivi quanto più grave e pericolosa è la malattia in corso; in questi casi si usano spesso farmaci chimici allopatici (allo= contrari alla malattia), che devono stoppare il decorso della malattia grave anche a prezzo di eventuali effetti collaterali.

La cura della persona e della sua fisiologia, invece, sarà condotta con farmaci naturali nella misura in cui una dis-funzione della fisiologia potrà correggersi solo con il rilancio della fisiologia stessa effettuata con rimedi naturali a lei simili, appunto quando non ci troviamo di fronte a disturbi pericolosi ma comunque patologici .

Per altro, concluderei ripetendo che spesso nella pratica clinica è possibile associare le due tipologie di rimedi suddette: allopatici-chimici e Ayurvedici-naturali, sempre che l’interesse del medico sia volto a entrambe le metodologie di cura.

Un altro importante argomento che dovrebbe essere trattato in Ayurveda ( ma non solo in Ayurveda ovviamente), è quello che parla del miglioramento della responsabilità personale e di autogestione del paziente correttamente informato.I vantaggi della ADEGUATA INFORMAZIONE e della AUTOREFERENZIALITA’, intesa in senso corretto nel paziente, portano a risultati che a volte possono essere considerati capacità di AUTOGUARIGIONE della FISIOLOGIA in soggetti che migliorano il loro livello di COSCENZA prima  in sè stessi e poi rispetto la malattia….personalmente considero questo il vero motivo per il quale vige in medicina il consenso informato,che non è,o non dovrebbe essere, solo una questione burocratico-legale.. E’ anche intuitivo desumere che quando la fisiologia viene ripristinata da situazioni di fisiopatologia, usando i METODI STESSI DELLA FISIOLOGIA (naturali), la fisiologia stessa acceda a sue intrinseche capacità di guarigione… ma questo è un argomento che richiede un certo spazio per essere compiutamente dimostrato e che scaturisce da considerazioni altre.

Per ulteriori specificazioni si rimanda a articolo successivo o, meglio, ai testi sottoscritti.

Queste considerazioni sono tratte da pubblicazioni scientifiche, a proposito di diagnosi e terapia in Ayurveda, che sono raccolte nei seguenti testi:

–      Radicali liberi – Come combatterli per prevenire l’invecchiamento e le malattie – Edizioni Tecniche Nuove – Autore Hari Sharma

–      Fisiologia della coscienza – Edizioni Tecniche Nuove – Autore Keith Wallace

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Grazie per l’attenzione.

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